Edizioni Beta, Salerno, 1970, 471 p.

L’intento del libro è di dare un’interpretazione sociologica dell’opera dello scrittore francese del Cinquecento. Attraverso l’analisi degli scritti più importanti, -dalle Vies des grands capitaines al Discours sur les couronnels de l’infanterie de France, dal Discours sur les duels a quello su M. de La Noue, dalle Vies des dames illustres alle Dames galantes, - l’autore ha tentato di ricostruire la realtà militare, cortigiana e galante della società aristocratica francese del XVI secolo e, al tempo stesso, di definire l’ideale umano da lui vagheggiato e proposto alle generazioni future. Nella prima parte del lavoro, -il Recueil des Hommes, - protagonista è il « chevalier-capitaine » cinquecentesco, il quale, in un clima politico, sociale e religioso ben differente da quello in cui agiva il suo antenato medievale, si sforza di conciliare il suo stato di guerriero professionista coi doveri morali e mondani che l’appartenenza alla classe aristocratica e alla “vraye chevalerie” gli impone.


Nella seconda parte -il Recueil des Dames,- entra in scena la donna, la quale, a sua volta, s’impone all’ammirazione per la sua “ honnêteté”, per il suo coraggio, per la sua bellezza, eleganza e cultura, e infrange, all’alba dell’età moderna, un altro ostacolo al suo legittimo diritto d’emancipazione.
Al ritratto tradizionale e ingannevole di un Brantôme perverso pittore dei costumi dissoluti della corte de’ Valois, l’autore propone un ritratto “rivalutato” e, indubbiamente, più autentico: quello appunto di uno storico militare di primo ordine e di un moralista, -il termine non paia eccessivo, - che osserva e dipinge la realtà che si presenta ai suoi occhi non per puro gusto di “grivoiserie”, ma con l’intento di esame e di studio dei comportamenti umani, quali essi siano, in una società che vive una critica fase di trasformazione.

Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1972, 166 p.

Analisi strutturale del celebre romanzo di Michel Butor, nelle sue componenti essenziali del personaggio come “coscienza centrale unificatrice”, dell’uso delle spazio e l’impiego del tempo.

Educazione e condizione della donna nella famiglia francese del Rinascimento e della Controriforma
Piovan editore, Abano terme, 1979, 260 p.

La frattura tra l’astratto mondo femminile offerto dalla letteratura rinascimentale sulla donna ─nelle due tendenze fondamentali in cui essa si è articolata, la polemica e la filosofica─ e le esigenze concrete espresse dalla società cinquecentesca si ricompone in quella parte del grande dibattito che riguarda più specificamente il ruolo della donna nell’ambito familiare. È questo il momento in cui la civiltà europea foggia gli elementi ideologici e giuridici per una completa ristrutturazione in senso moderno e borghese del matrimonio e della famiglia, e prospetta, come conseguenza logica, una precisa teorizzazione della funzione femminile nella famiglia e nella società. Il libro si propone appunto di studiare, attraverso la ricostruzione dei momenti pedagogici più significativi e l’analisi della condizione femminile, la maniera in cui si è realizzato l’inserimento della donna nella struttura familiare della Francia all’epoca del Rinascimento e della Controriforma.

Schena-Nizet, Fasano di Brindisi, 1993, 720 p., Euro 55,00

La Conquête de l’écriture. Pourquoi ce titre, quelque peu prétentieux, pour désigner une saison d’écriture féminine, à savoir les années 70? C’est qu’il exprime la double image du désir de la part des femmes d‘entrer en possession d’un bien longuement convoité e du cheminement difficile et semé d’embûches vers un territoire étranger, à « conquérir » justement. Au sens propre, la femme, par l’acte même d’écrire, prend très vite conscience qu’elle pénètre dans un monde fermé, depuis longtemps modelé par et pour les hommes. Cela a toujours été vrai. A partir de 1968, toutefois, cette « prise de conscience », effectuée dans le for intérieur de toute femme, va s’exprimer au grand jour, par un « acte » qui, dans ses manifestations les plus radicales, tend à entraîner la « féminie » intégrale. L’auteur va donc pénétrer au cœur de cette entreprise littéraire, que certaines femmes prétendraient « autonome », dont, pourtant, on ne soulignera jamais assez combien il est difficile de la cerner en tant que telle et dangereux de la considérer comme une production à part dans l’ensemble de la littérature.

Journal d’un novice, ou/ovvero Diario di un novizio
Libero adattamento da un anonimo francese del Cinquecento, con testo originale a fronte, La Quercia edizioni, Genova, 1996, 363 p.

Chi sarà mai, mi domando da più di quarant’anni, l’autore di questo breve, incompiuto e quasi illeggibile manoscritto (un testo in condizioni così pessime di conservazione da renderne molto problematica l’interpretazione), che faticosamente ho in parte ricostituito, il quale, pretendendo di mantenere l’incognito, riferisce su una sua fuggevole e, a mio parere, molto improbabile esperienza monacale, complicata dall’intromissione di due storie d’amore, il tutto immerso, alla fine, nel tragico pantano dello storico massacro degli ugonotti parigini del 24 agosto 1572? Perché si astiene dal rivelare i nomi dei personaggi che, a vario titolo, entrano nella sua vicenda personale e i luoghi precisi nei quali la vicenda stessa si svolge? Perché tanta riservatezza? Chi doveva coprire? Inoltre, per quale motivo il manoscritto è stato trasferito da Parigi, dove, presumibilmente, è stato scritto, ad Aix-en-Provence, dove l’ho ritrovato per puro caso? Da chi? In quale epoca? Infine, a chi serviva, per quale scopo serviva? Per essere pubblicato? Lo escluderei.